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NOVITÀ ADUSBEF PDF Stampa E-mail

 

 

 ULTIM'ORA VICENDA FONSAI - UNIPOL

 

ADUSBEF sta raccogliendo le adesioni per tentare di tutelare i piccoli azionisti dall'enorme danno patrimoniale creato dagli aumenti di capitale di FONDIARIASAI e UNIPOL del luglio 2012 (per scarica il modulo di adesione clicca qui).

 

Gli interessati possono prendere contatto con lo Sportello del Consumatore di Torino, corso Inghilterra 39, tel. 011.0891033, mail  Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. .

 

 

CASO WINDJET

 

ADUSBEF ha avviato la campagna per ottenere la tutela dei consumatori danneggiati dai disservizi della compagnia aerea WindJet. Per maggiori informazioni vedasi comunicato stampa di Adusbef Piemonte (clicca qui). 

 

 

 

COSTITUZIONE PARTE CIVILE NEL PROCESSO PENALE

CONTRO LE AGENZIE DI RATING

 

 

 

Si informano tutti gli associati che Adusbef sta predisponendo la costituzione di parte civile nel processo penale pendente avanti il Tribunale di Trani contro le agenzie di raintg Moody's e Standard&Poor's per l'ingiustificato declassamento del rating dello Stato Italiano denuncito dal Presidente Elio Lannutti già nell'estate del 2010.

 

Le conseguenze di tale condotta delle agenzie di rating sono oggi sotto gli occhi di tutti noi cittadini italiani chiamati a contribuire in maniera pesante (con le varie manovre del Governo Monti) mettendo mani al proprio portafoglio.

 

Si invitano pertanto gli interessati a prendere contatto con lo Sportello di Nichelino (Sede Regionale), via Stupinigi 10 (tel. 011.6279720), e con lo Sportello di Torino, corso Inghilterra n. 39 (tel. 011.0891033) per procedere agli adempimenti necessari.

 

 

 

 

CRACK PARMALAT: LE BANCHE DEVONO RISARCIRE!

 

 

La Corte d'Appello di Torino, con una recente Sentenza di fondamentale rilevanza ottenuta dai legali ADUSBEF (pdf1 e pdf2), ha stabilito che le Banche devono risarcire completamente il danno subito dai risparmiatori a cui hanno rifilato le obbligazioni Parmalat, oltre agli interessi legali ed alla rivalutazione monetaria.

 

Tutti i possessori di titoli Parmalat possono quindi agire in giudizio al fine di ottenere il risarcimento delle somme perdute nei bond spazzatura venduti, senza alcuna remora, da Callisto Tanzi agli ignari risparmiatori italiani.

 

 

 

 

Adusbef – Banche: 4 a zero!!!!

 

 

Nuovi ed incoraggianti risultati dei legali Adusbef nella incessante battaglia in difesa dei diritti dei risparmiatori.

 

Con quattro distinte pronunce la magistratura italiana ha assestato quattro pesantissimi colpi al sistema di potere che si oppone agli interessi dei risparmiatori:

 

in primo luogo la Corte Costituzionale, con la Sentenza n. 78 del 5 aprile 2012, ha dichiarato incostituzionale l'art. 2 comma 61°, della Legge 10/2011, di conversione del D .L. 29 dicembre 2010, n. 225) che aveva cancellato il diritto dei correntisti di recuperare (dalla data di inizio del rapporto e sino alla chiusura) tutti gli indebiti pagamenti ricevuti dalla banca con gli addebiti trimestrali di interessi passivi non dovuti;

 

secondariamente il Tribunale di Torino, con una Sentenza del 2012 (prima parte e seconda parte), ha nuovamente riconosciuto il diritto al risarcimento del danno per un risparmiatore incappato nei titoli Lehman Brothers a causa del comportamento illegittimo del suo promotore finanziario;

 

inoltre, sempre il Tribunale di Torino, con un'altra Sentenza del 2012 (parte prima e parte seconda), ha recentemente affermato l'esistenza di un diritto al risarcimento del danno di due pensionati che, affidandosi alle rassicuranti parole dei dipendenti di banca, avevano investito i loro risparmi nei titoli Cirio;

 

da ultimo la giustizia italiana ha anche emesso un decreto ingiuntivo (parte prima, parte seconda e parte terza) contro una banca che, a fronte della legittima richiesta dell'investitore di ricevere copia della documentazione afferente i propri investimenti, non si era degnata, per mesi e mesi, di dare alcun tipo di risposta.

 

Tali risultati permettono, ai numerosi cittadini che hanno perduto i loro "sudati" risparmi a causa del sistema bancario, di sperare nell'effettivo recupero del maltolto!

 

 

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La TIA 1 (Tariffa di Igiene Ambientale) è un tributo e non può essere assoggettato ad Iva.

E' quanto deciso dalla Corte di Cassazione con la recente Sentenza num. 3756 dell'8 marzo 2012. Tale decisione consente quindi ai cittadini di chiedere al proprio gestore del servizio rifiuti il rimborso di quanto pagato illegittimamente. Per il fac simile di messa in mora cliccare qui.

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Obbligazioni Lehman Brothers e Anatocismo: Adusbef vince ancora!

 

L'Adsubef tramite i suoi legali di Torino è riuscita, ancora una volta, a tutelare gli utenti del sistema bancario che avevano visto andare in fumo i propri quattrini.

 

Con la Sentenza 382/2011 (si veda il pdf nella sezione Sentenze), infatti, il Tribunale di Cuneo ha condannato la Banca a risarcire (integralmente) uno sfortunato risparmiatore che aveva investito la quasi totalità dei propri denari nelle obbligazioni emesse dalla Banca d'affari statunitense Lehman Brothers.

 

Il Tribunale di Novara, invece, con la Sentenza 641/2011, ha condannato la Banca a restituire ad un'azienda correntista quasi € 300.000,00 di interessi passivi e costi di conto corrente che aveva illegittimamente addebitato durante il corso di un decennio.

 

Tali vicende insegnano che i risparmiatori non si devono dare per vinti poichè ottenere giustizia in Italia è ancora possibile, grazie ad Avvocati preparati e Giudici coscienziosi.

 

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STORICA VITTORIA ADUSBEF

IN RELAZIONE AD OBBLIGAZIONI LEHMAN BROTHERS

 

 

L'Avv. Cecilia Ruggeri dell'Adusbef ha ottenuto, avanti il Tribunale di Torino, una importantissima Sentenza in favore di una famiglia che aveva investito circa 500.000,00 euro in obbligazioni Lehman Brothers.

 

La peculiarità della Sentenza del Tribunale di Torino (Prima Sezione Civile, dott.ssa Stefania Tassone, num. 7674/2010) deve individuarsi nel fatto che ha accolto l'argomentazione attorea secondo cui:

 

a) la dicitura che compariva sugli ordini di borsa delle banche che aderivano al Consorzio Patti Chiari ("il titolo fa parte dell'elenco di obbligazioni a basso rischio-rendimento emesso alla data dell'ordine e redatto nell'ambito del progetto “PattiChiari. N.B. in base agli andamenti di mercato il titolo potrà uscire dall'elenco successivamente alla data dell'ordine. Il cliente sarà tempestivamente informato se il titolo subisce una variazione significativa del livello di rischio ) avrebbe determinato un autonomo impegno dell'intermediario ad informare il cliente circa l'andamento del livello di rischio del titolo Lehman e non era in alcun modo connesso all'uscita del titolo Lehman dall'elenco delle obbligazioni a basso rischio dei Patti Chiari;

 

b) prima della dichiarazione di insolvenza del Gruppo Lehman si sarebbe manifestato un aumento del livello di rischio del titolo culminato, a pochi giorni dal default, in una significativa riduzione del prezzo di tali obbligazioni che avrebbe dovuto far scattare l'obbligo informativo contenuto nell'ordine di acquisto;

 

c) la Banca non avendo rispettato tale obbligo è responsabile della perdita patrimoniale dell'investitore.

 

La decisione del Tribunale di Torino, che smentisce la trasparenza dell'iniziativa PattiChiari nel suo complesso, consente a tutti i risparmiatori traditi dalle banche di agire in giudizio per il rimborso delle somme perdute nei titoli Lehman Brothers.

 

 

 

 

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ANATOCISMO

STREPITOSA VITTORIA ADUSBEF

DAVANTI ALLE SEZIONI UNITE DELLA CASSAZIONE:

DA OGGI RIMBORSI SICURI

 

 

Grazie agli avvocati dell'Adusbef le Sezioni Unite della Suprema Corte di Cassazione hanno definitivamente posto il suggello sulla questione anatocismo.

 

Infatti le Sezioni Unite della Cassazione (con la Sentenza num. 24418/2010), nel ribadire l'illegittimità dei sistemi di computo degli interessi passivi adottati dalle banche in relazione ai conti correnti aperti prima del 2000, hanno affermato, in maniera ormai incontestabile, due principi:

 

  1. il termine prescrizionale delle azioni giudiziarie di recupero degli interessi passivi illegittimamente pagati dai clienti decorre dalla chiusura dei singoli conti correnti;

  2. l'illegittimità della capitalizzazione trimestrale degli interessi deve portare ad un ricalcolo delle somme a favore del correntista senza capitalizzazione alcuna.

 

Più chiaramente si apre la concreta possibilità per i correntisti (soprattutto imprese) che hanno fatto uso di affidamenti bancari di ottenere la restituazione di una quota assai significativa degli interessi passivi pagati nel corso degli anni, con il recupero di somme consistenti direttamente proporzionali agli anni di durata degli apercredito.

 

In definitiva, ciò significa che, ad esempio, un conto aperto con affidamento nel 1980 ed ancora operativo alla data odierna, oppure chiuso da non più di dieci anni, potrà essere oggetto di una causa per la restituzione degli interessi passivi pagati illegittimamente, a decorrere dalla sua apertura.

 

Da ultimo si specifica che l'Adusbef Piemonte ha ottenuto, avanti ai Tribunali Piemontesi, ed in particolare avantil il Tribunale di Torino, una serie di importanti vittorie (si veda nel sito l'apposita sezione Sentenze-anatocismo) che ricalcano i risultati a cui oggi è giunta la Suprema Corte di Cassazione la quale pertanto ha confermato pienamente le tesi sostenute dall'Adusbef.

 

Ultimo aggiornamento Martedì 26 Aprile 2016 08:52